STORIA A.I.B. INVORIO
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Allora, era certamente più forte la dipendenza dell’uomo dal bosco, tanto che lo utilizzava per molteplici necessità:
- raccolta delle foglie per il bestiame
- taglio dei pali per sostenere i vigneti
- taglio della legna da ardere .
Avute le indicazioni il gruppo partiva alla volta dell’incendio armato di rastrelli e badili.
Quanto rischio – quanta fatica e quanto tempo per averne ragione; poi…. Severe disposizioni imponevano ai proprietari danneggiati di intervenire – ripulire e tagliare i ceppi bruciati.
Così…… per lunghi anni;
lo ricordano i nostri nonni più attempati e pure io che scrivo queste cose che di anni ne ho un po meno ma ho avuto comunque occasione da piccolo di ascoltare quei rintocchi.
L’organizzazione si evolve , la campana non suona più, gli uomini di buona volontà vengono informati e convocati telefonicamente ed affrontano l’incendio con qualche attrezzo in più, sempre semplice, ma più efficace ; siamo nel 1982.
Nel 1994 quel gruppo di ragazzi di buona volontà si raduna in assemblea con la partecipazione straordinaria del responsabile provinciale dell’Associazione Volontari Antincendio Boschivo ( Bressan Tiziano ) peraltro già costituita a livello regionale, ed alcuni esponenti dell’Amministrazione comunale, per avere informazione a proposito della Legge quadro sul volontariato - Legge 266 del 11.08.1991 - e legge Regionale n. 38 del 29.08.1994 e, in buona sostanza, dopo aver recepito quelle indicazioni , formalizza di fatto la costituzione della squadra A.I.B di Invorio e nomina il primo Consiglio. ( Presidente Curella Alfonso . Vice presidente Capacchi Adriano, Segretario/tesoriere Vicari Costanzo, revisore dei conti Pirali Fiorenzo.
In data 01.09.1995 entra in vigore la convenzione tra AIB e Regione Piemonte per l’espletamento delle funzioni di prevenzione ed estinzione degli incendi boschivi.
La squadra di Invorio si iscrive all’Albo dei volontari ( decreto 799 del 20.02.1995 )
Su tutto il territorio regionale si va diffondendo l’iniziativa della costituzione di squadre di volontari AIB; risultano essere già n. 167 con 3.670 volontari.
La squadra è operativa a tutti gli effetti e può fare piccoli interventi di protezione civile, ma con molta difficoltà ; non ha un automezzo, non ha una sede.
Riunioni e assemblee vengono convocate presso i bar o presso il locale della biblioteca ( ex latteria ) o presso il locale ex Asilo di Invorio Superiore ; proprio in questo luogo durante l’assemblea del 24.10.1995 veniva deciso l’acquisto di un automezzo d’occasione ( Subaru 4 x 4 AJ5.
Siamo a gennaio del 1996, revisore dei conti è nominato Aceti Romeo ed i volontari vengono dotati di nuove tute. L’organizzazione a livello regionale si perfeziona e vengono create le aree di base.
La squadra di Invorio riconoscente per l’opera svolta dal Volontario Cerutti Luigi, deceduto nel febbraio del 1990 decide di intitolare la squadra a suo nome ( festa organizzata in concomitanza con quella dell’Oratorio il 27.10.1996).
Con il ricavato dalla vendita dell’automezzo non più utilizzato dall’AVIS Invorio per il servizio di autoambulanza è possibile acquistare una autocarro Bremach usato.
Cresciuto il parco automezzi AIB a 2 unità si rende necessario avere a disposizione un luogo per il ricovero.
Il 29.12.1997 si parla della costruzione di un ricovero mezzi e di una sede sul terreno di proprietà comunale in regione Pomeola.
Il 10.03.1998 il progetto è definitivo in quel luogo, avendo scartato altre possibilità.
Il 05.10.1998 superate alcune difficoltà economiche il gruppo di lavoro appositamente costituitosi fra i volontari in pensione ( Aceti Romeo – Cermusoni Gianni . Zonca Luigi – Guagliardo Sergio ) da inizio alla costruzione dell’autorimessa.
L’attività dell’associazione è frenetica in questi anni ,sia per la siccità che favorisce l’innesco di numerosi incendi nei mesi invernali e primaverili , sia in contrapposizione per l’eccesso di piogge nei mesi autunnali .
La squadra è presente sul territorio in ogni occasione e largo è il consenso che ottiene per l’organizzazione e la risoluzione di tanti problemi.
Il labaro AIB è presentato e benedetto ad Orio il 29.11.1998.
La squadra AIB amplia gli orizzonti ed offre nel 1999 la sua partecipazione alla missione “arcobaleno “ nel Kossovo.
A cavallo degli anni1999 – 2000 L’Associazione AIB regionale si evolve per diverse esigenze operative e si propone come “Corpo “presentando la bozza di un nuovo statuto. Cambia l’organizzazione delle squadre, la distinzione dei soci , la dotazione dei dispositivi di sicurezza, l’organigramma regionale.
Nel frattempo i lavori per la l’autorimessa e la nuova sede sono conclusi e l’inaugurazione è resa possibile Domenica 8.10.2000.
I volontari AIB sono presenti in paese a sostegno di ogni iniziativa, collaborando anche con iniziative della Proloco ( sentieri gastronomici 2001 )
Siamo nel 2004 ed è c’è l’esigenza di ampliare la sede per contenere mezzi e attrezzature.
Il Corpo AIB inserisce la squadra di Invorio fra le prime 40 squadre per mole di attività svolte e autonomia operativa.
Sempre nel 2004 a seguito cambiamenti in seno alla Protezione Civile e all’obbigatorietà dei Comuni di dotarsi di supporti per la Protezione Civile, la squadra AIB si inserisce a pieno titolo sottoscrivendo apposita convenzione che viene poi estesa anche ai Comuni di Briga Novarese e Paruzzaro.
Nel 2005 è definita la costituzione di un gruppo di volontari in “presidio” a Briga Novarese.
Nel 2006 inizia la presenza del Corpo Regionale AIB nel programma interregionale e pluriennale con la Liguria e la Puglia.
Il parco mezzi a disposizione della squadra si amplia di Un ZK.
Nel 2008 vengono portati avanti alcuni progetti per ottenere finanziamenti da destinare all’acquisto di nuove attrezzature e di un nuovo automezzo.
L’ampliamento dei sistemi informatizzati, la diffusione di mezzi ricetrasmittenti,i messaggi sul telefonino personale, la possibilità di visualizzare ogni volontario in attività, moduli di spegnimento montati su mezzi a doppia trazione in grado di raggiungere luoghi impervi, il supporto di mezzi aerei di spegnimento, ci fanno veramente dimenticare i rintocchi a martello ritmati della campana e le marce di avvicinamento con il badile in spalla, ma una sola cosa è rimasta intatta la “ buona volontà “e quello spirito di amicizia che accumuna un po’ tutti i volontari, rendendoli quasi partecipi di una grande famiglia. |